Chi è il SIPU ( Sindacato Impiego Pubblico e Privato Unitario)
è un’organizzazione sindacale costituita tra gli appartenenti all’ Impiego Pubblico e Privato che comprende:
Il suo simbolo logo è costituito da un cerchio di sei stelle dorate sullo sfondo dei colori nazionali verde, bianco e rosso, che indica l’unione dei 6 Comparti, il cerchio ha al suo interno la sigla SIPU ed è sormontato dalla scritta “Sindacato Impiego Pubblico e Privato Unitario” in blu.
Il SIPU ha la sede legale in via Ponte Persica n. 97 - 80053 Castellammare di Stabia (NA).
Iniziative del SIPU Sindacato e Organizzazioni Professionali
a cura di Giulio Murano
Esperto legale Civile, Penale, Amministrativo, Consigliere giuridico militare, Avvocato patrocinante alle Corti Superiori
La nascita del SIPU consente di sviluppare un contributo di riflessione e di analisi rispetto al Sindacato ed alle Organizzazioni Professionali, le quali svolgono un ruolo fondamentale nella rappresentanza degli interessi del Lavoro, attraverso la dinamica del confronto sociale nell’Impresa e nella Pubblica Amministrazione ed, in tal senso, sono entità organizzate e riconosciute quali Agenti Privilegiati del rapporto triangolare tra Governo, Imprese e Lavoro. Per tale ragione, il Sindacato è presente oltre che nelle concertazioni sui programmi di Governo, anche istituzionalmente presso il CNEL, i CREL, i C.d.A. dell’I.N.P.S. e degli altri Enti previdenziali, dei Ministeri, oltre che, capillarmente, agente della contrattazione collettiva, pubblica e privata, a tutti i livelli, nazionale, territoriale ed aziendale. Il potere e l’influenza sindacale sono enormemente cresciuti e condizionano, nel loro concreto esercizio, le scelte politiche a livello centrale e periferico, non soltanto, quindi, sui temi del lavoro e della previdenza, già fondamentali di per sé nell’economia del Paese, ma anche sui problemi di assetto generale del sistema e sulle connesse scelte di politica economica del Governo, nell’ambito della concentrazione triangolare Governo – Imprese – Sindacati. Al Sindacato prigioniero degli schieramenti politici è necessario, però, contrapporre l’idea di un sindacato moderno, libero, partecipato, fortemente e realmente rappresentativo, coerente nelle scelte rispetto ai principi liberali e democratici propri del movimento rivendicativo, per una reale e consapevole partecipazione degli iscritti alle scelte di politica economica del Paese. Esiste, allo stato e non da oggi, una forte e crescente disaffezione dei lavoratori verso le organizzazioni sindacali tradizionali affermatesi nel Paese, le quali hanno, sul piano ideologico e programmatico, monopolizzato la rappresentanza degli interessi del lavoro anche discriminando, pesantemente, le altre organizzazioni autonome, in virtù di una legislazione favorevole, promossa dai partiti storicamente vicini ed ideologicamente egemoni rispetto al sindacato stesso, nonché di una giurisprudenza applicativa delle normative vigenti, la quale, di fatto, ha negato il riconoscimento di criteri di rappresentatività sindacale, diversi da quelli, funzionali da sempre, alla costante e progressiva affermazione delle OO.SS. confederate. La crisi della unità sindacale ed il tramonto delle ideologie tradizionali pone in evidenza, da un lato, la necessità per i lavoratori di organizzarsi su basi di autonomia e di indipendenza, dall’altro di essere svincolati da recinti ideologici e di poter guardare ai nuovi e rinnovati ideali di autentica e genuina partecipazione che sono, comunque, presenti nel nostro Paese. Appare di tutta evidenza l’importanza del soggetto sindacale S.I.P.U. che può estendere la presenza organizzata in tutti i settori economici e sociali, sia attraverso le proprie strutture, sia con un Ente di Patronato con finanziamento statale per l’attività svolta sia in Italia che all’estero, oltre che attraverso un Ente di Formazione permanente, per la gestione dei corsi di formazione professionale a livello regionale (F.S.E.), oltre che tramite gli Enti di promozione culturale, del tempo libero e delle cooperative in tutti i settori produttivi. Non è possibile, per la brevità di queste note, tratteggiare l’importanza, l’estensione e la capacità di condizionamento politico-ideologico, che il sindacato esprime, come a tutti ben noto, nel Paese, nelle Imprese e luoghi di lavoro, nonché l’ingente mole di finanziamento, diretto ed indiretto, di cui esso complessivamente gode, ma è possibile sollecitare l’attenzione dell’Organizzazione sulle svariate interrelazioni che la struttura del sindacato attua nella realtà sociale politica e culturale del Paese, oltre che, sia pur in misura più limitata, nelle sedi di rappresentanza della Unione Europea ove il sindacato è istituzionalmente presente, ad esempio, nel Comitato Economico e Sociale e nei vari organismi paritetici Sindacato-Imprese. C’è voglia di nuovo anche nel mondo del lavoro come in tutte le espressioni della Società, di rafforzamento e di presenza più incisiva, tra la gente, non potendosi prescindere dall’approfondimento e da un accelerato, fattivo ed ampio confronto di idee e di proposte al fine di raccogliere tutte le forze attive e pronte a contribuire all’affermazione di un Sindacato come il S.I.P.U., basato su una estesa e genuina rappresentatività. (Avv. Giulio MURANO)
Iniziative del SIPU nel Comparto Difesa
a cura di Carmine Bennato
Segretario Nazionale del Comparto della Funzione Pubblica e dei Servizi Pubblici Generali e Privati Dott. Carmine Bennato.
Alla cortese attenzione del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA INFRASTRUTTURALE PLURIENNALE PER GLI ALLOGGI DI SERVIZIO DELLE FORZE ARMATE PREVISTO DALL’ARTICOLO 2, COMMI 627 - 628 DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007 N. 244. SITUAZIONE • Alloggi di servizio attuali: 18.421. • Alloggi liberi in attesa di manutenzione o non agibili: 4.000. • Alloggi occupati da “Sine titulo”: 5.200 (di cui 3.000 in pensione). • Alloggi dati disponibile per l’alienazione: 3.131. • Introiti alla Difesa per canoni Demaniali: 30 Milioni di € all’anno. • Perdita totale per spese condominiali e mancati introiti degli alloggi sfitti: 5 Milioni di € all’anno (Studio del Consiglio Intermedio di Rappresentanza del Comando Forze Operative Terrestri). Il Decreto attuativo delle Legge 244 art. 2 registrato alla Corte dei Conti il 18 maggio scorso, presenta evidenti divergenze con la Legge che lo ha determinato. Si limita, infatti, a risolvere il gravoso problema alloggiativo delle F.A. mediante un’azione volta ad alienare esclusivamente alloggi non più funzionali alle esigenza Istituzionali. Ciò non risolverà il problema ma accentuerà ancora di più lo stato di disagio sociale delle attuali 5.000 famiglie, che diventeranno nel giro di tre anni circa 9.000, e che saranno forzate a lasciare gli appartamenti perché considerati sine titulo, pur pagando un regolare canone di locazione e pur se protetti dalla Legge 23 dicembre 1994 n. 724. E’ una situazione ormai non più gestibile, dopo anni di incuria ed indifferenza dei vertici e della politica attuata dai Ministri in carica. Allo stato attuale per la Difesa l’unica soluzione alternativa alla mancanza di risorse finanziarie, sebbene riceva circa 30 Milioni di euro l’anno, sotto forma di canoni mai utilizzati secondo le finalità previste dalla citata Legge, vuole essere quella di tamponare la situazione con il recupero forzoso degli alloggi (molto difficile da realizzare considerata la veneranda età degli occupanti ed il numero degli anni di permanenza). E’ bene sottolineare che l’attuale irrigidimento della Difesa ha instaurato un clima di ulteriore esasperazione negli attuali alloggiatari (oggi più di 18 mila e nei prossimi anni quasi tutti “sine titulo”) che sarà molto difficile da gestire comportando un elevarsi della già notevole tensione sociale determinatasi all’interno del comparto Difesa e Sicurezza. Sarebbe auspicabile, invece, che al fine di dare maggiori risorse da investire, si permettesse agli attuali alloggiatari di acquistare gli immobile in modo che le risorse ricavate fossero reinvestite al fine di poter costruire nuovi immobili da destinare alle Forze Armate. SIPU (Sindacato Impiego Pubblico/Privato Unitario) Il Segretario Nazionale per il Comparto della Funzione Pubblica Gen. B. Carmine Bennato (e-mail: carminebennato@gmail.com) - Sito www.sindacatosipu.org cell. 335/5710643
Manovra Finanziaria 2010
a cura di Michele Accardo
Segretario Generale del Comparto Forze Armate del SIPU, Michele Accardo, Generale dell'E.I. in pensione.
Finanziaria 2010 La Finanziaria 2010, la cui esatta configurazione finale, ancora in fase di approvazione parlamentare, non è nota, contiene l’art. 6 comma 12, che recita: “dalla data di entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010) non è più dovuta la diaria di missione all’estero, ad eccezione delle missioni internazionali di pace. Con ulteriore decreto interministeriale dovranno essere fissati i limiti concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio”. Il provvedimento che è allucinante sta passando del tutto inosservato perché tocca quei militari che vengono comandati all’estero presso delegazioni internazionali, a cui non verrà riconosciuta alcuna indennità di missione, ma solo vitto e alloggio, con modalità da definire. Come se il carico di lavoro, responsabilità, rischi, disagi, lontananza dalla famiglia o l’onere del loro trasferimento al seguito, diritto riconosciuto anche agli immigrati con permesso di soggiorno, fosse retribuibile assicurando solo il vitto e l’alloggio, sperando alla fine che non sia in un CPT (Centro di Permanenza Temporanea). Tutto questo, ripeto nel silenzio più assoluto, si perché il sindacato per il mondo delle stellette non esiste, mentre da parte di tutte le forze sindacali, politiche e sociali vi è un coro di forti lamentele e minacce di scioperi, a favore di categorie come i magistrati o il personale di altri organi istituzionali e locali. A noi del SIPU non risulta al momento che i vertici militari o quelli di rappresentanza (CoCeR), abbiano minimamente fatto sentire una parola a difesa della categoria. In merito, altresì, abbiamo ascoltato le lamentele e le critiche del Segretario del Comune di Anzio (la cui retribuzione lorda annua è di 128mila euro), che ritiene ingiusto tagliare indiscriminatamente gli stipendi, penalizzando in eguale modo funzionari validi e qualificati e quelli inetti e incapaci. Che forse il personale militare che normalmente viene scelto per essere comandato all’estero presso le organizzazioni internazionali è tutto inetto e incapace? Stesso registro per i magistrati che sostengono, in particolare, che i colleghi più giovani all’inizio della carriera verranno penalizzati dai tagli in maniera abnorme, in quanto lo stipendio mensile di 2.000 euro, una volta bloccato, non consentirebbe, com' è attualmente, di raggiungere entro 4 anni la misera cifra di 3.600 euro. In seguito, la loro carriera amministrativa, è equiparata a quella dei Parlamentari. Ricordiamo che, circa 25 anni fa, all’atto della promozione da Capitano a Maggiore dell’Esercito, con oltre 20 anni di servizio, si otteneva un aumento netto di 8.000 lire (4 euro), ovvero la notevole cifra di circa un punto percentuale dello stipendio di allora. Mentre oggi un Generale di Brigata in pensione, con 37-40 anni di servizio effettivo, raggiunge circa 3.500 euro al mese. Del resto come recita uno dei più bei motti dei Carabinieri, preso in prestito: “..... Usi obbedir tacendo, tacendo morir.... ”. Il Segretario Generale Nazionale del SIPU Umberto Tagliacozzi ed il Segretario Nazionale del Comparto Forze Armate del SIPU Michele Accardo.
Principi sanciti dalla Costituzione e
dalla Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione Europea
1. Dalla Costituzione italiana
Articolo 1
L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Articolo 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Articolo 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Articolo 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Articolo 31
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Articolo 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge.
Articolo 34
La scuola è aperta a tutti.
Articolo 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Articolo 38
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano previsti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso d’infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
2. Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Articolo 1 «Dignità umana»
La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
Articolo 3 «Diritto all’integrità della persona»
1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: • Il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge;
• Il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone;
• Il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro; • Il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
•
Articolo 14 «Diritto all’istruzione»
1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua.
2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria. 3. La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all’educazione e all’istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.
Articolo 21 «Non discriminazione»
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
2. Nell’ambito d’applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull’Unione europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.
Articolo 24 «Diritti del bambino»
1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.
2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.
3. Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.
Articolo 25 «Diritti degli anziani»
L’Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
Articolo 26 «Inserimento dei disabili»
L’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.
Articolo 27 «Diritto dei lavoratori all’informazione e
alla consultazione nell’ambito dell’impresa»
Ai lavoratori o ai loro rappresentanti devono essere garantite, ai livelli appropriati, l’informazione e la consultazione in tempo utile nei casi e alle condizioni previsti dal diritto comunitario e dalle legislazioni e prassi nazionali.
Articolo 30 «Tutela in caso di licenziamento ingiustificato»
Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ngiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
Articolo 31 «Condizioni di lavoro giuste ed eque»
1. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. 2. Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima di lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite.
Articolo 32 «Divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro»
Il lavoro minorile è vietato. L’età minima per l’ammissione al lavoro non può essere inferiore all’età in cui termina la scuola dell’obbligo, fatte salve le norme più favorevoli ai giovani ed eccettuate deroghe limitate. I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che possa mettere a rischio la loro istruzione.
Articolo 33 «Vita familiare e vita professionale»
1. È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale.2. Al fine di poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni individuo ha il diritto di essere tutelato contro il licenziamento per un motivo legato alla maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l’adozione di un figlio.
Articolo 34 «Sicurezza sociale e assistenza sociale»
1. L’Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite dal diritto omunitario e le legislazioni e prassi nazionali.
2. Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all’interno dell’Unione ha diritto alle prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
3. Al fine di lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l’Unione iconosce e rispetta il diritto all’assistenza sociale e all’assistenza abitativa volte a garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.
Articolo 35 «Protezione della salute»
Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
Articolo 44 «Diritto di petizione»
Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo.
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
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tratto dal
Ministero del Lavoro
della Salute e delle
Politiche Sociali :
Piano di azione e Sintesi per l’occupabilitá dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro
Liste stranieri
Istituto Nazionale
Previdenza Sociale :
Che cos'è il LAVORO OCCASIONALE DI TIPO ACCESSORIO
Procedura con Voucher Cartaceo
Carta dei Diritti Fondamentali Unione Europea
Parlamento europeo sullo sviluppo e lo sport
Arte e Cultura
Creatività
Sanità
Giustizia
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