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Introduzione:
In questa rubrica
vorrei trattare dei vari aspetti della musica classica, partire da un
periodo storico e analizzarlo guidandovi attraverso le storie degli
artisti più famosi, entrare in modo più specifico sulle forme musicali
da loro composte per cercare di arrivare ad ascoltarli più
consapevolmente
Il periodo che mi
sembra più utile approfondire per gli scopi citati è il periodo Barocco.
In questo periodo infatti si sviluppa la musica strumentale, infatti
strumenti come il violino il pianoforte e tanti altri fioriscono
approdando alle soglie del virtuosismo, la stessa cosa avviene per l'uso
della voce solistica
1^ Parte

Il più grande
compositore del periodo Barocco è Johann Sebastian Bach ma molti lo
considerano il più grande compositore di tutti i tempi. Inizieremo
perciò a conoscere meglio questo musicista inquadrandolo nel suo periodo
storico ed analizzandone le composizioni poichè egli si interessò a
tutte le forme musicali del suo tempo
JOHANN SEBASTIAN BACH:
LA VITA

Johann Sebastian Bach nasce il 21 marzo 1685 a Eisenach, una cittadina
tedesca che all'epoca contava circa seimila abitanti.
L'infanzia di Bach è poverissima di notizie, eccezion fatta per alcuni
avvenimenti familiari. L'aneddotica tradizionale vuole Sebastian intento
ad apprendere i primi rudimenti musicali dal padre Ambrosius, che gli
avrebbe insegnato a suonare il violino e la viola, o occupato a voltare
le pagine dei manoscritti mentre il secondo cugino Johann Christoph
suonava l'organo nella Georgenkirche.
Dal 1693 al 1695 frequenta la scuola di latino di Eisenach e dopo la
morte dei genitori, avvenuta proprio in quegli anni, viene accolto a
Ohrdruf dal fratello Johann Christoph, che gli impartisce con
l'occasione anche lezioni di organo e clavicembalo. Nel 1700 lascia la
famiglia del fratello per recarsi a Luneburg, dove entra a far parte del
coro della Michaeliskirche e ha modo di conoscere G. Bohm, un eminente
organista, nonché compositore, del tempo.
Frequenta inoltre la biblioteca locale, che all'epoca disponeva di un
nutrito archivio con le musiche dei secoli precedenti. Dopo essere stato
per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703
diviene organista titolare di S. Bonifacio ad Arnstadt e, in breve
tempo, acquisisce una vasta rinomanza come virtuoso. Nel 1705
intraprende un viaggio poi diventato leggendario: si reca infatti a
Lubecca per ascoltare il famoso organista D. Bextehude, che Sebastian
ammirava particolarmente per le sue composizioni e di cui aveva tanto
sentito parlare, affrontando il lungo percorso (400 km) totalmente a
piedi!!!
Uno degli obiettivi si Bach, fra l'altro, era anche quello di
sostituire, un giorno, il grande e ammirato Maestro al seggio dello
stesso organo. Purtroppo, tale desiderio non ebbe mai modo di
concretizzarsi. Il giovane musicista trova così un'altra sistemazione
come organista di S. Biagio a Muhlhausen, dove in seguito si sistema con
la cugina Maria Barbara. Qui, nella solitudine e tranquillità della
cittadina tedesca, compone un gran numero di pezzi per organo e le prime
Cantate (ossia brani da eseguire durante la funzione sacra), che ci sono
pervenute.
Contrariamente però a quello che ci ha tramandato la storiografia
ufficiale, Bach non aveva affatto un carattere facile e conciliante.
Alcuni dissidi con i superiori, dunque, lo inducono alle dimissioni e al
trasferimento presso la corte di Sassonia-Weimar come organista e musico
di camera (violinista e violista). A Weimar continua la composizione di
musiche organistiche, particolarmente gradite al duca, e ha modo di
studiare le contemporanee musiche italiane, trascrivendo in particolare
concerti di Antonio
Vivaldi
(che Bach ammirava assai), A. e B. Marcello e altri; copia fra l'altro
le opere di un altro grande italiano, quel Frescobaldi che con i "Fiori
musicali" rappresentava uno dei vertici dell'arte clavicembalistica e
tastieristica in genere.
Poco valutato come compositore, la fama di Bach dilaga invece come
insuperabile organista, fama consacrata dai concerti che tiene nel
1713-17 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri. I fortunati
ascoltatori rimangono di volta in volta rapiti, commossi o sconvolti
dalle capacità esibite dal genio, in grado di plasmare l'anima
dell'uditorio a seconda che voglia essere patetico o semplicemente
virtuosistico.
I motivi per cui Bach abbandona il posto a Weimar, nel 1717, non sono
stati ancora definitivamente chiariti. Nello stesso anno assume la
carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo
di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate
d'occasione e musiche concertistiche. Il fatto che la musica sacra non
fosse praticata a Kothen (la corte era di confessione calvinista e
perciò ostile all'impiego della musica nel culto) gli consente di
dedicarsi con maggiore applicazione alla musica strumentale. A quel
periodo, infatti, risalgono appunto i sei concerti detti
"brandeburghesi" (perchè scritti appunto alla corte del margravio di
Brandeburgo), le suites e sonate per strumenti soli o accompagnati e
soprattutto molta musica per clavicembalo, fra cui spicca il primo
volume del "Clavicembalo ben temperato".
Nel 1721, dopo la morte di Maria Barbara, Bach sposa in seconde nozze la
cantante Anna Magdalena Wulcken, figlia di un trombettista locale. Il
periodo di Kothen si conclude quindi nel 1723, quando Bach accetta il
posto di Kantor nella chiesa di S. Tommaso a Lipsia, lasciato vacante da
J. Kuhnau.
Pur continuando a mantenere il titolo di Kappellmeister a Kothen, però,
non abbandona più Lipsia, anche se i continui dissidi con i suoi
superiori laici ed ecclesiastici gli procurarono non poche amarezze.
Durante i primi anni di attività a Lipsia compone un gran numero di
cantate sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica
strumentale solo verso il 1726.
Nel 1729 e fino al 1740 assume la direzione del Collegium Musicum
universitario, per il quale compone numerose cantate profane e concerti
per uno o più cembali, nonchè molta musica strumentale di vario genere.
Il ventennio 1730-50 è occupato dalla composizione della Messa in si
minore, alla rielaborazione di sue musiche precedenti, alla soluzione di
problemi di contrappunto (esempi illuminanti in tal senso sono il
secondo volume del "Clavicembalo ben temperato", i corali organistici
della raccolta del 1739 e le "Variazioni Goldberg").
Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invita a Potsdam, riservandogli
grandi onori e assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni.
Tornato a Lipsia, un Bach riconoscente invia al sovrano la cosiddetta
"Offerta musicale", rigorosa costruzione contrappuntistica di un tema
scritto proprio dall'imperatore. Verso il 1749 la salute del compositore
comincia a declinare; la vista si affievolisce sempre più e a nulla
valgono le operazioni tentate da un oculista inglese di passaggio a
Lipsia.
Ormai completamente cieco, Bach detta la sua ultima, immensa
composizione (rimasta purtroppo incompiuta), l'"Arte della fuga" prima
di esser colto da collasso cardiaco, sopraggiunto poche ore dopo un
prodigioso recupero delle facoltà visive.

Muore il 28 luglio 1750, mentre la sua musica viene riscoperta
definitivamente solo nel 1829 grazie ad un'esecuzione di
Mendelssohn
della "Passione secondo Matteo".
L'ascolto consigliato di questa settimana
per iniziare a conoscere meglio questo autore è: questa splendida
esecuzione della Toccata e fuga in Re m eseguita da Karl Richter
M. L. N
http://youtu.be/FtNwFrKscjk
http://www.youtube.com/watch?v=FtNwFrKscjk


2^ Parte
(per
favore attendere l'apertura della pagina Pdf)
3^ Parte
4^ Parte |
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