ASSOCIAZIONE
SVILUPPO
EUROPEO
PER IL RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI IN EUROPA
presenti all’Incontro, riportiamo il Convegno attraverso una illustrazione panoramica con l’intera registrazione dei lavori , - Licenza Creative Commons attribuzione 2.5. -
di Francesco Cariati
Convegno internazionale
“ RELIGIONI, CULTURE E DIRITTI UMANI:
UN RAPPORTO COMPLESSO IN EVOLUZIONE”
Roma, 12/13 Maggio 2010, presso Ministero degli Affari Esteri
Promosso da Religions for Peace/Italia
Amnesty International/Italia
ASUS (Accademia di scienze umane e sociali)
UNESCO Chair Bioethics and Human Rights
AJC (American Jewish Committee ) / rappresentanza italiana
Centro Islamico Culturale d’Italia,
“Italians for Darfur”,
Istituto Tevere,
Associazione Donne Giuriste Italia/ sez. romana,
Rete Italiana Donne di Fede,
associazione D.I.A.L.O.G.U.E. ,
associazione CASA AFRICA,
Glocalforum/Italia,
Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche in collaborazione con l’ISPI ( Istituto per gli studi di Politica internazionale) e l’Unità di Analisi e Programmazione del Ministero degli Esteri Italiano.

Roma, 12 Maggio 2010
Il Sottosegretario Scotti durante il Convegno
“Religioni, culture e diritti umani: un rapporto complesso
in evoluzione”, svoltosi alla Farnesina
( immagine dal sito del MAEI Archivio fotografico Ansa )
Non poteva l’Associazione Sviluppo Europeo mancare ad un appuntamento così importante, sulle delicate questioni legate alle Religioni nel mondo, tessuto sostanziale in cui fede e tradizioni tessono un legame con l’intero sistema universale facendone parte nel difficile scenario caratterizzato da contrasti tra Popoli in conflitto.
Un Documento che non poteva mancare nel Sito ASE,
Appuntamento 12 Maggio
Si apre così il Convegno con la voce di Pasquale Ferrara, Ministro e responsabile Unità Analisi e Programmazione del Ministero degli Esteri, esperto di relazioni internazionali, cultore di filosofia politica, che introduce gli argomenti e modera i relatori presenti, una preziosa lista con nomi ben noti come :
Luigi De Salvia (segretario generale di Religions for Peace, Italia ) – confronto sui valori che si possono condividere tra persone e comunità che hanno dei retroterra culturali e religiosi molto diversi tra loro –
Stefano Ronca (direttore generale per i Diritti Umani del Ministero degli Esteri ) – culture, religioni, scienza e politica sono impegnati per i Diritti Umani con non poche difficoltà, spesso causa di conflitti . La storia dimostra come le religioni possano svolgere un ruolo catalizzatore delle tensioni e delle violenze che attraversano le società e come esse possano farsi portatrici di diverse interpretazioni delle realtà in contrasto fra loro - ;
Paolo De Fiore (presidente del Tribunale di Roma) - analisi di metodo diretto ad illustrare le categorie da utilizzare nell’affrontare le problematiche giuridiche allorché vengano in gioco i diritti fondamentali dell’uomo .
Vincenzo Scotti (sottosegretario di Stato per gli affari esteri, con delega per le Organizzazioni Internazionali ) – aspettative di una positiva influenza delle religioni nella politica internazionale, affinché siano sostenute da basi solidi per la pace, la cooperazione e lo sviluppo dei popoli . Come esempio cita l’immagine preziosa di Papa Giovanni Paolo II ad Assisi dove, seduto affianco agli altri capi di espressione religiose si unisce allo stesso livello per una preghiera comune, prima che di una parola comune .
Francesca Brezzi (professoressa presso l'Università Roma Tre) – sottolinea l’inquietudine che porta ad interrogarci sulla questione di senso su come in un epoca di globalizzazione riuscire a far convivere religioni e culture diverse senza cadere nel relativismo o in universalismi ottusi . Le parole d’ordini dovranno essere : pluralismo, libertà, pace, ospitalità , accoglienza, diritti umani .
Maysa Zorob (Rappresentante Rete Euromediterranea ) – l’importanza di un convegno sul significato dei complicati aspetti su cui si basano le religioni facendo riferimenti al Suo ruolo in Palestina dove la religione occupa una componente significativa nel proprio territorio, in una cornice di organizzazioni impegnate nel rispetto e relazioni tra i Paesi occupati, nella tutela dei diritti umani, per un contributo rivolto alle nuove generazioni - .
Angela Ales Bello (presidente del Centro Italiano per le Ricerche Fenomenologiche ) - quali le condizioni su cui si può costruire un dialogo tra le popolazioni, un elementare espressione che nasconde aspetti ben più complicati . La diversità di lingua, cultura, religione sono alcuni degli elementi ostacolanti il dialogo . Occorre una globalizzazione della spiritualità, la capacità di interpretare le religioni come espressione di dialogo umano su delle basi comuni .
Boris Biancheri (presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale ) – l’importanza delle religioni nella realtà internazionale, quali i metodi ed i processi che influenzano i rapporti ed il dialogo tra le popolazioni attraverso anche i mezzi a disposizione .
Gaspare Mura (Presidente del'Accademia delle Scienze Umane e Sociali ) – contrasti tra religioni e culture, ateismo e credenza . In un era di globalizzazione sono ancora complicate le metodologie per consentire un dialogo tra diverse culture e religioni .
Giorgio Santacroce (consigliere della Corte Suprema di. Cassazione) – particolare attenzione rivolta al diritti delle donne e di tutti coloro che sono impegnati nella difesa dei diritti civili, sottolineando il valore proprio delle donne pronte a lottare in paesi come Cecenia, Birmania, Iran fino a sacrificare la vita in tutela dei diritti umani e delle libertà . La sfida del futuro e che si riesca a trovare un foro dove si possano fissare regole minime per essere ammessi nella comunità internazionale e dove la scoperta dei diritti umani divenga valore universale, costituendo movimento fondamentale dei sistemi politici occidentali, nel consenso internazionale su cui sperare in strumenti per abbattere muri ed ostacoli affinché valori come i diritti umani vengano mantenuti - .
Antonio Marchesi (docente di Diritto Internazionale presso l'Università La Sapienza di Roma ) – la cultura religiosa e filosofica da un lato e gli strumenti politici e giuridici dall’altro hanno contribuito ognuno per la sua parte alla costruzione del sistema internazionale di protezione dei diritti umani unitamente alla libertà di credo . I diritti umani universali e la cultura religiosa si trovano dalla stessa parte, sono vittime entrambi di comportamenti che ripudiano valori condivisi ed espressi nella dichiarazione universale del 1948 .
Ueno Kagefumi (ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede ) – nella cultura Giapponese l’interpretazione dei Diritti Umani viene concepita secondo i propri canoni, usi e costumi, secondo la filosofia buddista e scintoista . Infatti viene applicato un riconoscimento più filosofico che concreto dei diritti civili , nel rispetto delle normative previste nel Paese, con una particolare attenzione verso i più profondi valori religiosi locali .
Francesca Brezzi (professoressa presso l'Università Roma Tre ) – con grande maestria ha condotto un dibattito nell’arco della mattinata del Convegno, commentando e rendendo partecipi i relatori . Non sono mancate le precisazioni sulle citazioni fatte dai partecipanti, il Rappresentante della Comunità indiana Sikh in Italia ha annotato come i confini sono stati disegnati dagli occidentali, cosa che non è perfettamente in linea con le abitudini personali, ad esempio li dove si preferisce dire sono mussulmano piuttosto che sono del Bangladesh, questo perché si riconosce le proprie origini dall’aspetto religioso piuttosto che geografico, ma dal 2001 si preferisce dire sono del Bangladesh solamente perché è sconveniente dire di essere mussulmano . Sono stati fatti apprezzamenti per aver trattato gli argomenti senza dare troppo spazio all’aspetto politico lasciando in primo piano la religione. La Professoressa Canta ha parlato del dialogo e confronto interculturale religioso tra le Istituzioni e Luoghi di culto e lo scambio di idee sul livello della vita quotidiana, dove ci si confronta con valori comuni a tutte le religioni non privo di livello culturale che in un certo modo guida il dialogo tra i popoli . Don Giovanni Ciellitti è intervenuto per sottolineare l’arricchimento reciproco che può realizzarsi tra i credenti delle diverse religioni, confermando l’omogeneizzazione di pratiche e di obiettivi fra le religioni, attraverso il dialogo e le esperienze della vita di ognuno ed attraverso l’incontro con gli altri. I credenti delle diverse religioni si lasciano arricchire dagli altri e quindi c’è uno scambio estremamente positivo .
Dopo il dibattito riapre il Convegno la Professoressa Angela Ales Bello (presidente del Centro Italiano per le Ricerche Fenomenologiche ) – il problema delle identità personali caratterizza la cultura occidentale che è meno forte che in altre culture . L’importanza dell’incontro tra le persone è una esperienza viva è diretta, nonostante le diversità religiose con un minimo comune denominatore : l’apertura verso qualcosa di altro, è questo è presente in tutte le religioni - .
Antonio Marchesi (docente di Diritto Internazionale presso l'Università La Sapienza di Roma ) – il sistema internazionale di protezione dei diritti umani, è un sistema “in costruzione”. Le norme scritte acquisteranno significato nel tempo, acquisteranno significati più nuove e più ampie nella misura in cui verranno applicate attraverso i meccanismi poi più concretamente previsti, visto anche le articolazioni complessive del sistema delle Nazioni Unite a cui si aggiungono anche quelle regionali che in qualche modo possono poi accomodare alcune specificità di carattere anche culturale.
Nel pomeriggio è ripreso quindi il programma orientato sull’Ebraismo e diritti umani, sotto la guida del giornalista Pietro Cocco che, dopo aver dato merito a tutti coloro che si sono impegnati nel quotidiano per i valori civili e dei diritti umani, dal Papa a finire a tutte le Comunità, ha poi introdotto i Rappresentanti della comunità ebraica di Roma:
Michael Ascoli (rabbino della comunità ebrica di Roma) – l’importanza del Convegno così come è stato realizzato, testimonia come le diversità di vedute, fanno si che la dichiarazione universale dei diritti umani non è poi così universale, visto che alcuni Stati non si vedono riflessi in essa . Da un punto di vista ebraico vi è addirittura difficoltà a trovare una parola che indichi espressamente il significato “Diritti”, questo perché nell’ebraismo vi sono soprattutto doveri . Questo comporta un approccio di cosa fare e non di cosa spetta … La esperienza ebraica si fonda su due principi ; “Dio ha creato l’Uomo”, “Dio interviene nella storia per liberare gli oppressi”, entrambi i principi esprimono il concetto dei Diritti umani, animali e della natura .
Abdul Aziz Shadi (docente di Lingua Araba presso l'Università Tor Vergata di Roma ) – subito un chiarimento su alcuni termini a proposito dei diritti dell’uomo, l’importanza di specificare i principi dell’islam sui diritti umani, basati su un rapporto con la collettività, ovvero la libertà dell’uomo non è così assoluta, bensì vi sono criteri che si contrappongono alla sua libertà quindi ai propri diritti . Ancora i diritti e i doveri hanno quasi la stessa eccezione, ciò cambia a secondo del soggetto che ne usufruisce . Una serie di valutazioni e criteri quindi che rendono complessi il principio di Diritti Umani nel mondo Islamico .
Jayendranatha Franco Di Maria (presidente dell'Unione Italiana Induisti ) – è sicuramente problematico trattare il tema sui diritti fondamentali umani, perché troppo recente nella storia, perché ci appartengono non in quanto partecipi di una determinata comunità politica o religiosa ma in quanto essere umani, perché questa nuova categoria di diritti nasce proprio da una conquista da parte del diritto di uno spazio che prima era affidata solo alla norma religiosa, il principio etico : i diritti umani e i diritti fondamentali rappresentano il superamento di un modello di diritto fondato esclusivamente sulla Religione e segna il passaggio ad un nuovo modello
Maria Angela Falà (presidente dell'Unione Buddista Europea ) – il tema è estremamente importante, le Religioni meritano la giusta attenzione perché oggi, più che mai, possono offrire un apporto molto importante per confrontarci con degli scenari nazionali ed internazionali estremamente complessi, in una società dove ci si domanda quale è il posto giusto che deve occupare la Religione, una società che è certamente multiculturale . Ancora una volta verrà ribadito i principi questa volta buddisti, dei diritti umani, sempre contrastati da doveri/diritti
Hari Sing Khalsa (rappresentante della comunità Sikh in Italia ) - come vivono nella pratica i diritti civili e le fedi, citando alcuni Martiri indiani Sikh caduti per la libertà, sono oltre 5000. Tanti, veramente tanti sono state le vittime indiane che sono caduti per la lotta dell’indipendenza dell’India dagli Inglesi. L’India aspetta ancora che si faccia giustizia per le migliaia di omicidi che si sono perpetrati negli anni precedenti come dalle numerose testimonianze documentate, una cosa è certa, senza la garanzia della Giustizia non ci sono i diritti umani .
Martin Nkafu Nkemkia (professore presso la pontificia Università Lateranense ) - l’impegno e il contributo del cristianesimo per la promozione, la difesa, lo sviluppo nella cultura dei diritti nella storia, in particolare i diritti umani sotto la garanzia dell’ONU . di qui il parallelismo tra diritti civili e religioni .
Hans Ucko (presidente di Religions for Peace Europa ) – religione, cultura, evoluzioni delle relazioni umani. La speranza è nello sviluppo delle relazioni attraverso popoli di diverse religioni. Le tradizioni delle religioni costituiscono il punto di riferimento per una pace tra popoli . Si ripetono così le speranze e la sempre più convinta opinione che diritti umani e religioni, debbono percorrere strade paralleli, in sintonia con le Istituzioni instaurando quel dialogo che è alla base della comprensione , indipendentemente dal tipo di religione e posizione geografica .
Saliente momento del convegno è stato lo spazio rivolto alle Domande del pubblico, in particolare il quesito rivolto ad Abdul Aziz Shadi, su cosa pensa in relazione alla questione dei diritti delle donne tenendo presente la dichiarazione universale dei diritti umani islamica e la domanda rivolta a Jayendranatha Franco Di Maria, che tipo di concetto di antropologia nasce nell’Induismo e quali le proposte sui diritti umani.
Toccante l’intervento di un componente del pubblico sulla repressione fatta agli africani di professare liberamente una religione, intere popolazioni distrutte perchè non si convertissero alla religione cristiana, un appello affinché aumentino gli sforzi per la pace in Africa rivolto a tutti i rappresentanti delle religioni, perché si è parlato e si parla tanto di etica ma dopo ogni conflitto rimane lo spettro delle battaglie. Gli sforzi per risolvere i danneggiamenti e l’impossibilità di procedere alle spese per recuperare, come per le operazioni di sminamento, provocando così altre vittime anche dopo le guerre . Soprattutto non è possibile che gli abitanti dell’Africa vivano completamente in miseria, rappresentando allo stesso tempo un continente ricco per altri paesi, un patrimonio prezioso da cui tanti traggono benefici e nessuno concede alle popolazioni locali. Memorabile la riflessione della Signora che interviene dal pubblico rivolgendosi ai relatori :-Si dice di amare Dio e poi si offende la Sua opera .
Ancora l’invito da parte di un avvocato presente nel pubblico affinché i rappresentanti delle religioni siano più partecipi, in prima persona, nelle risoluzioni del problema per il mantenimento della pace e nel dialogo tra le religioni .
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Appuntamento 13 Maggio
Interventi
Workshop "Refugee Rights" ; Coordina i lavori Franco Vaccai (presidente dell'Associazione Rondine Cittadella della Pace ) – presenta l’Associazione ONLUS Rondine Cittadella della Pace, che provvede alla formazione dei giovani in età di studi universitari o neolaureati che provengono da zone di guerra. Il progetto dell’Associazione Rondine prevede una lunga permanenza in Italia dopo una accurata selezione dei giovani onde consentire master di due anni o laurea breve di tre anni, e poi il ritorno nei Paesi di origine per testimoniare la forza del dialogo o anche la riconciliazione della pace, attraverso alcuni progetti.
Antonella Napoli (giornalista, presidente dell'Associazione "Italians for Darfur" ) -attraverso la proiezione di un video ha commentato i lavori da parte dell'Associazione Darfur sul campo . In Sudan a Darfur, grande quattro volte la Francia composta da una ottantina di etnie, gli accordi di pace non hanno mai avuto esito e tutt’oggi si consuma la più grave e complessa emergenza umanitaria nel mondo, in particolare dal 2003 il conflitto è peggiorato . Le popolazioni sfollate si trovano in condizioni di estrema precarietà, insufficiente disponibilità d’acqua, condizioni igienico sanitarie preoccupanti, affollamento eccessivo dei campi, sicurezza inadeguata, infatti sono aumentate le violenze contro le donne, vittime di brutali stupri .
Riccardo Moro (direttore della Fondazione Giustizia e Solidarietà ) - discriminazione tra Profughi in Darfur e Rifugiati in Ciad . Occorrono migliori valutazioni anche nel campo degli aiuti umanitari verso i rifugiati che godono anche la tutela sui diritti umani e le vittime delle guerre dove spesso mancano le assistenze fondamentali. Occorre parlarne di più, una maggiore informazione sugli argomenti, ascoltare meglio le tante Comunità distribuite nel mondo, aiutarli ed integrarsi e rientrare nei propri Paesi.
Isabella Stasi Castriota Scanderberg (rappresentante di UN Peace Mission in Tchad 2009 ) – grande attenzione ad una tra le più recenti missioni di pace in Ciad, dove le Nazioni Unite sono impegnate per ristabilire la pace con una forte difficoltà a continuare questo delicato ruolo, in un Paese dove praticamente non esiste una vera nazione ma con una capitale che riunisce tutte le etnie, Enorme carenza sul piano dei diritti umani e forte necessità di intervento in questo senso . Portare quindi questa realtà tra le situazioni emergenti da trattare, nella speranza che attraverso l’operato delle Nazioni Unite, quando ricomincerà un rimpatrio, tra l’altro già in atto, possa diventare un esempio portatore dei valori dei diritti umani contribuendo così al processo di pace.
Daniel Funaro ( consigliere dell'Unione Giovani Ebrei di Italia ) – i giovani ebrei in Italia sono impegnati nel perseguire quella tradizione solidaristica giudaico cristiana, per mandare un messaggio molto più ampio della semplice politica sui principi fondamentali dei diritti umani. Lavorare quindi su due fronti , una sulla opinione pubblica ed una rivolto verso le Istituzioni affinché siano presi provvedimenti sul riconoscimento dei diritti umani . Cercare di diffondere messaggi sui diritti anche nelle scuole, maggiore impegno per far comprendere il dramma dei profughi e di quanto loro stessi desiderino rientrare quanto prima nei propri Paesi per vivere in pace, l’esperienza in questo senso del popolo ebreo in riferimento alle persecuzioni ebraiche ed alla integrazione multietnica può essere spunto per un modello di accoglienza ed aiuto umanitario
Ahmet Eren Kademoglu (rappresentante dell'Istituto Tevere - Centro Pro Dialogo ) – è stato creato uno spazio di incontro di tipo accademico per favorire l’integrazione intereligioso e interculturare . Si è visto quindi dal punto di vista islamico la posizione dell’uomo nell’universo e la sua condizione di rifugiato sotto il profilo spirituale. Nell’Islam infatti la base che costituisce il sistema dei diritti degli uomini include anche il trattamento nei confronti dei rifugiati . Trattato anche l’argomento suI principi e le modalità attraverso i quali i rifugiati vengono accolti quando si recano in un paese islamico .
Gemma Vecchio (presidente dell'Associazione CasaAfrica ) – subito una riflessione sulla condizione dell’Affrica e africani, perché questa condizione di povertà in un territorio così ricco di frutti propri . Lo sforzo dell’Associazione CasaAfrica nel formare i rifugiati affinché possano rientrare nel proprio Paese pronti per ricominciare. Sarebbe opportuno che tutti, associazioni, organizzazioni, istituzioni, i cittadini si uniscano in un unico sforzo per contribuire al mantenimento della pace, in questo senso l’Affrica ha bisogno di aiuti anche sotto il profilo dei diritti umani . Il richiamo allora ad un etica comportamentale nel rispetto dell’omo con una simbolica e significativa frase “ la dignità e il più elegante abito che l’uomo possa indossare “ , non ci sono colori o religioni che possa dividere le persone . Consolidare i collegamenti tra occidente ed Africa per rafforzare il ponte degli aiuti anche attraverso le tecnologie oggi in uso .
Conclude gli interventi della prima parte del Convegno del 13 Maria Rita Franzè ( avvocato ) – ancora una volta i rifugiati sono al centro dell’attenzione, come evento sociale, politico, giuridico nell’ambito di un fenomeno più grande che è quello dell’emigrazione. Le norme proprio nel settore dell’emigrazione sono piuttosto duttili, perché deve tenere conto di valori umani di fronte ai quali vi sono aspetti complessi sotto il profilo giuridico che risale alla Convenzione di Ginevra . Prosegue l’intervento specificando la differenza da un punto di vista normativo tra la protezione internazionale e la protezione umanitaria sul quale spesso si fa confusione . La proposta di una creazione di sportelli multidisciplinari oltre a quelli già realizzati presso i Centri di Identificazione . Più informazione per i rifugiati, più sostegno, più attenzione verso gli abusi che ricevono i rifugiati .
In sede di chiusura dei lavori ; si rispondono alle domande dal pubblico toccando questioni come i diritti al soggiorno ; quali i rimborsi che il Governo Italiano percepisce, se li percepisce, dalle Nazioni Unite a fronte delle prestazioni offerte ai rifugiati ; curiosità sulle strategie adottate ad esempio in Paesi come il Kenya, dove il governo paga cinque dollari al giorno per l’uso dell’albergo ai rifugiati ; si è parlato di tutto il sistema economico e di spesa dietro ai lavori di accoglienza e criteri per i rifugiati ; testimonianza di un Responsabile dell’Ufficio Stranieri del Comune di Torino per la scarsa organizzazione rivolta ai rifugiati con difficoltà anche dell’applicazione del testo unico sull’emigrazione e inadeguatezze da parte degli Organi preposti a tale servizi ; una considerazione molto forte e estremamente delicata viene fatta sui rifugiati in Africa e paesi confinanti ed i rifugiati in Europa, perchè vi sono tra i rifugiati politici alcuni addirittura falsi, ovvero inviati dai Paesi da cui provengono i tanti rifugiati, per spiare, minacciare e vessare chi intanto hanno ottenuto i permessi di soggiorno, con alcuni accenni riguardanti l’Eritrea ;
Nel pomeriggio si riaprono i lavori con l’intervento di Eva Ruth Calmieri (rappresentante di D.I.A.L.O.G.U.E. ) – studio, approfondimenti e iniziative sui diritti dei bambini, il Gruppo sui Diritti dei bambini hanno portato alla realizzazione di un Testo che hanno aperto una serie di iniziative in supporto alla tutela dei bambini .
Nunzia Esposito (rappresentante di A.D.G.I., Roma ) – l’importanza dei diritti delle donne in un contesto di principi fondamentali . La piena affermazione per il pieno diritto delle donne deve essere una battaglia culturale da portare avanti in particolare in tutti quei Paesi dove vengono lesi gravemente questi diritti, dove i valori sul rispetto delle donne sono ancora una limitatezza sociale. I diritti fondamentali appartenenti alle donne devono principalmente essere sentiti dalle donne stesse affinché il rispetto diventi una conseguenza naturale .
Mobeen Shahid (professore Docente presso la Pontificia Università Lateranense) davvero complesso trattare un tema come il diritto delle minoranze e libertà civili , di sicuro le minoranze religiose , sociali, etniche hanno pieno diritto di inserimento negli Stati , una realtà questa spesso di difficile applicazione . Contributo quindi filosofico, culturale appellandosi al concetto etnico che regge una realtà di tipo statale, con una più fattiva partecipazione da parte di tutte le istituzioni , non mancano le proposte .
Isabella Stasi Castriota Scanderberg ( rappresentante di UN Peace Mission in Tchad 2009 ) – è veramente difficile applicare norme e concetti sui Diritti dell’uomo, in questo tutto lo sforzo delle Nazioni Uniti, Isabella Stasi riassume la carrellata di proposte avanzate dal Gruppo del Workshop .
Serena Forni ( membro dell'Associazione Nazar, commissione di coesistenza pacifica ) – quanto può fare l’autorità locale nei confronti delle comunità etniche intereligiose e quanto importante può essere il dialogo interculturale e quindi multietnico. Un forte richiamo alla dimensione religiosa e spirituale nel vivere politico possa essere un messaggio che la storia ed in particolare proprio Roma deve lanciare al mondo,per un rapporto di religione e pace .
Roberto Della Rocca (direttore del Dipartimento per l'Educazione e la Cultura dell'UCEI ) – l’antica saggezza ebraica afferma che il primo uomo è stato creato da solo, questo per insegnarci che chiunque distrugge una vita e come se distruggesse il mondo intero, chiunque salva la vita e come se salvasse il mondo intero . Il dialogo rimane sempre alla base di tutte le iniziative volte a integrare i criteri sul piano culturale, sociale, religiosa multietnica nel pieno rispetto dei diritti umani .
Roberto Arbib (rabbino di Tel Aviv ) – l’importanza di creare uno spazio che possa essere per tutti una casa nel rispetto dei diritti umani e comprensione della cultura e delle religioni . Riferimenti specifici sono state fatte sulla cultura ebraica al riguardo della spiritualità del popolo ebraico nella terra di Israele . In un momento di maturità e maggior apertura verso le religioni, oggi i veri nemici della religione, sono proprio i religiosi stessi , per la cattiva interpretazione che spesso viene fatta venendo meno al rispetto dei diritti umani, da qui la necessità di una base più stabile su cui costruire un più chiaro concetto di quello che è la giusta interpretazione del Testo Sacro .
Nur Hassan Hussein (ambasciatore della Somalia ) - subito un collegamento tra la protezione e la difesa dei diritti civili ed il mantenimento dell’ordine della sicurezza, con uno sguardo particolare rivolto ai problemi della Somalia, dove lo scenario come noto, è tormentato da iniziative contrastate da guerre civili. L’esempio viene colto per sottolineare di come difficile è garantire la difesa dei diritti umani dove non c’è la sicurezza, quindi un richiamo rivolto a tutti, sulla responsabilità della difesa dei diritti umani cercando di fornire supporto alla sicurezza a beneficio dei valori dell’umanità. Conclude con un appello : la situazione della Somalia sia di esempio ed abbisognevole di aiuto .
Alberto Quattrucci (segretario generale dell'International meeting People and Religions della Comunità Sant'Egidio ) – riflessione sul complesso delle relazioni tra religione e culture nell’orizzonte dei diritti umani, con un ventaglio di situazioni e riferimenti risalenti alle diverse civiltà multietnica . Il valore del dialogo tra le religioni e le culture sul tema dei diritti umani, in un secolo contro il dialogo e contro la collaborazione dove non mancano estremismi razzisti ed intolleranze. Ancora una volta quindi è il dialogo a fare da denominatore comune e la sua forza la si trova nella continuità, simpatica citazione islamica : “quando si rompono le penne restano solo i coltelli “. Il dialogo impedisce la guerra .
Dopo gli interventi in lingua inglese di :
Ghassam Manasra sufi sheikh di Gerusalemme ; Florinda Da Rosa Silva Chan (segretaria per l'Amministrazione e la Giustizia di Macao ) ; Mark Samuel (console generale onorario presso il Consolato del Pakistan in Lussemburgo ) ; Joseph Tham (rappresentante dell'UNESCO ) ; Miguel Diaz (ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede ),
si conclude
il Convegno con la Lettura della dichiarazione finale e la conclusione da parte di Pasquale Ferrara (in fondo al testo è possibile ascoltare la registrazione)
Uso Licenza Creative Commons attribuzione 2.5.
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